Italiani

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G64
hieroglyphic
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Joined: Tue 19 Jan 2016, 23:36
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Re: Italiani

Post by G64 » Sun 10 Apr 2016, 13:38

Certo, è giusto dire che ogni lingua dovrebbe avere un alfabeto personale, che si adatti perfettamente alle sue esigenze; questo è vero persino per noi Italiani, che abbiamo bisogno di <gli> per [ʎ], o <gn> per [ɲ], pur essendo quelli a cui dovrebbe calzare meglio l'alfabeto latino. Però questo è impossibile per due principali motivi:
1) Le lingue si evolvono, e quindi uno stesso popolo dovrebbe cambiare alfabeto nel corso del tempo per motivi unicamente linguistici, cosa che non penso chiunque sarebbe disposto a fare
2) Gli alfabeti sono sempre presi in prestito da qualche altro alfabeto/sistema di scrittura, cosa che non viene in aiuto alla nostra utopia perché significherebbe che un alfabeto sarebbe, in fondo, fondato su un'altrui lingua e quindi non esplicitamente creato per se stessa

Un alfabeto o una lingua perfettamente bilanciati verrebbero poi inevitabilmente guastati dall'azione modellante dei parlanti, purtroppo.
Forse molti in questo forum non condividerebbero il "purtroppo", ma io provengo da un percorso che ha avuto origine nella mia insaziabile voglia di astrarre (il che mi induce ad affermare spesso che amo le cose inutili, principalmente matematica e conlanging), motivo per cui non posso sopportare la vista dell'imprevedibilità (e, quindi, matematica>fisica; studiare/inventare lingue>parlare lingue)
Ormai anche i miei amici e compagni hanno accettato la mia stranezza, e lo sguardo che mi rivolgono quando mi vedono coinvolto in qualcuna delle mie strane attività è di affettuoso sconcerto :mrgreen:
Native: :ita: | Intermediate: :eng: | Basic: :lat: :esp:
Studied: :qya: (+all of the above)
Willing to study: :grc: :jpn: :heb: :rus:

(Linguistic noob, fear not to correct me)
lili21
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Re: Italiani

Post by lili21 » Tue 13 Sep 2016, 23:12

Buonasera a tutti! Mi unisco alla discussione (anche per rivitalizzarla un po', magari [:D] ).
Penso che se ogni lingua avesse un suo proprio alfabeto sarebbe sicuramente la cosa più adatta dal punto di vista della rappresentazione della lingua stessa, ma credo che il condividere per più lingue uno stesso alfabeto sia anche un vantaggio alla comunicazione, soprattutto nel caso dove due lingue abbiano una stessa origine ma siano ben diverse nei parlato (l'ho scritto pensando a italiano e spagnolo, ma danese e norvegese forse è l'esempio migliore che ci sia). In più è sì vero che imparare che una certa sequenza o lettera ha un suono diverso non è facilissimo, ma in media sono pochi casi (lingue come l'inglese o l'irlandese le considererei più eccezioni che altro), non un intero sistema di scrittura con almeno una ventina di lettere nuove.
Altro punto che mi viene in mente è che la mentalità dei parlanti (o, meglio, di chi usa un certo sistema di scrittura) è spesso "egocentrica" (non mi viene un termine migliore) e se gli va bene il sistema che usano, perchè dovrebbero cambiarlo? Un esempio che mi viene in mente (e abbastanza stupido... [:P] ) potremmo metterci a scrivere in italiano con un fonema : una lettera, ma appunto perché l'alfabeto che utilizziamo va bene, perché iniziare a scrivere cose del tipo "amiko", "amiči", "šame", "skjena", "raño", o "aʎo" ?(ovviamente questa sarebbe la traslitterazione [xD] )
Terzo e ultimo punto che mi viene in mente, il fattore culturale/religioso/politico... altrimenti l'Urdu lo si scriverebbe come l'Hindi, non saltando la metà delle vocali e con quattro lettere per /z/ solo per rispettare l'etimologia araba (stessa cosa per tutte le altre lingue parlate tra India e Pakistan).
I paroll d'on lenguagg, car sur Gorell / hinn ona tavolozza de color / che ponn fà el quader brutt, e 'l ponn fà bell / segond la maestria del pittor. (Carlo Porta)
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